Interviste: Roberto La Rocca
D: Ciao Roberto, e grazie del tempo che mi dedichi per questa intervista.
R: grazie a te pe rl'interessamento ad un vecchio.....reperto archeologico!
D: Presentati un pò a chi non ti conosce...
R: fondatore degli Squali Genova nel 1982, dal 1985 al 1989 militato negli Ironmen La Spezia, poi allenatore degli Squali Golfo del Tigulio fio al 95, dal 96 fino al 98 allenatore dei new san george's knights, dal 2000 fino al 2003 fondatoe allenatore e giocatore dei Chargers Novi ligure. Dal 2003 al 2007 dirgente in NFLI, dal 2008 arbitro AIAFA.
D: Quando hai conosciuto il football americano e come.
R: L'ho conosciuto nel gennaio del 1981 guardando alla televisione il primo Sb trasmesso in Italia, Oklahoma Riders vs Philadelphia Eagles, vinto dagli Eagle del mio fraterno amico Marco Doc Quercio
D: In quali squadre hai militato?
R: Vedi sopra :-D
D: In quale ruolo hai giocato nella tua carriera, qual'è quello che hai sentito più tuo e qual'era il tuo numero di maglia?
R: Ho giocato MLB e OL, ma il mio ruolo è sempre stato MLB e la mia maglia il 58, il numero del mitico Jack Dracula Lambert MLB degli Steelers anni '80
D: Il football rispetto agli anni d'oro è indubbiamente cambiato, secondo te quale può essere una soluzione per riportarlo ai fasti di un tempo?
R: Nessuna, non si torna indietro, dobbiamo trovare il sistema di attirare una generazione di ragazzi condizionati da fattori esterni completamente diversi a praticare uno sport di sudore e fatico, dove nulla è scontato se non il senso del gruppo e l'appartenenza
D: La presenza di giocatori di scuola americana (intesa come statunitensi, messicani e canadesi) può essere di aiuto a far crescere il livello del football o secondo te e meglio per le squadre dotarsi di allenatori di scuola americana?
R: a mio giudizio i livelli debbono esere due - uno d'elite, d'immagine, con giocatori oriundi o USA che possano attirare per lo spettacolo, l'attenzione dei media. Il secondo una scuola capillare di allenatori italiani affiancati da tutor americani, almeno uno per squadra.
D: Lo sport sicuramente aiuta i ragazzi a maturare e crescere, cosa può insegnare per la vita di tutti i giorni il football?
R: Il football è uno sport semplice, basato su pochi ma imprescindibili dettami:
- tu giochi come ti alleni
- se non soffri e t'impegni non vinci
- il gruppo è più importante del singolo.
come vedi sono tutti principi che vanno contro il messaggio culturale che viene trasmesso ai ragazzi, vivere facile, vincere facile, divertirsi senza sforzo
D: Se tu dovessi racchiudere il tuo concetto del football in una frase sarebbe?
R: I firmly believe that any ma's finest hour, the greatest fulfilment of all that he holds dear, is that moment when he has worked his heart out in a good cause and lies exhausted on the field of battle - victorious
D: Sportivamente parlando la tua maggior soddisfazione?
R: L'aver portato i Carghers Novi Ligure in Finale nel 2003, nel trofeo NWC
D: Dai la smetto di romperti le scatole e alla Marzullo ti dico "Caro La Rocca, si faccia una domanda e si dia una risposta."
R: Perchè continui a scendere in campo, in un modo od in un altro, alla tua età ogni maledetta domenica?? Perchè una vita senza un sogno inutile, che non produca fama, richezza o successo, non è una vita degna di essere raccontata
D: Ciao e grazie!
R: Figurati è stato un piacere...
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