Interviste: Alessandro Oliveto
D: Ciao Alessandro, e grazie del tempo che mi dedichi per questa intervista.
R: E' un piacere, inoltre visto la stazza sarebbe dura dirti di no !
D: Presentati un pò a chi non ti conosce...
R: Alessandro 43 anni, innamorato del football dal 84.... tifoso di Falcons Atlanta e Florida state - perfect player: Steve Young ( sapeva correre, sapeva lanciare e sopratutto sapeva quando farlo ! un leader straordinario )
D: Quando hai conosciuto il football americano e come.
R: nell'estate del 1983 , come molti bazzicando il parco sempione a milano, ai tempi frequentatissimo da modelli americani... che viaggiavano sempre con la palla ovale.
D: In quali squadre hai militato?
R: da giocatore ho iniziato nele giovanili dei Rhinos, da lì ho giocato con i Pythons. da coach Rhinos e Daemons
D: In quale ruolo hai giocato nella tua carriera, qual'è quello che hai sentito più tuo e qual'era il tuo numero di maglia?
R: maglia 22, giocavo quarterback e visto che sono piccolo di statura mi rifacevo al leggendario Doug Flutie..( eroe di Boston College e della neonata USFL ), non avrei potuto giocare in nessun altra posizione... ero un natural born QB -^___^-)
D: Il football rispetto agli anni d'oro è indubbiamente cambiato, secondo te quale può essere una soluzione per riportarlo ai fasti di un tempo?
R: Il football perse una grande opportunità negli anni d'oro, ed ora farlo ripartire sembra veramente difficile. L'unica soluzione è lavorare per far crescere i movimenti giovanili, e promuovere sui media il football giocato negli USA dove il livello tecnico e atletico puo entusiasmare. e stimolare l'istinto di emulazione dei ragazzi. attualmente il nostro footbal ha un livello di atletismo imbarazzante, ed è ancora frequentato da vecchi gladiatori, ammirevoli per passione e devozione, ma che in sistema sportivo "reale" non potrebbero mai esistere. servono regole che impongano limite di età o che prevedano un numero di atleti sotto i 28 anni ad esempio. dare visibilità..come stà facendo il poker sportivo comprando una pagina a settimana su gazzetta e tuttosport... senza capacità mediatica non arrivano sponsor, e le società crollano non si sostengono.
Cercare di fissare franchigie per le squadre, è assurdo avere una squadra ogni 5 kilometri, e chi acquista la franchigia deve dare garanzie di capacità di sostenere l'impegno economico e di promuovere l'attività sportiva anche a livello giovanile. Serve un limite territoriale.
D: Domanda da un milione di dollari, americani sì o americani no? E motivala...
R: Assolutamente si ! sarebbe come pretendere di fare una scuola senza gli insegnanti ? il problema è di limitarne il peso nel gioco sul campo, insomma evitare che 90% delle palle giocate passi dall'asse USA.
Una regola molto efficace negli anni 80 , fu quella di vietare qb americani, questo creo un gruppo di QB italiani di primo livello ( Benezzoli,Gallivanone, Coppa ), si potrebbe anche introdurre la regola che un americano debba essere un OL e giocare centro, questo costringerebbe le squadre a bilanciare il gioco anche in presenza di un rb americano ed il livello delle OL italiane salirebbe. stesso processo in difesa. Il problema non è avere ottimi giocatori americani, ma far crescere anche quelli italiani.
D: Lo sport sicuramente aiuta i ragazzi a maturare e crescere, cosa può insegnare per la vita di tutti i giorni il football?
R: io l ho imparato molto tardi per mia sfortuna sportivamnete parlando, ma lo spirito di squadra in allenamento e sul campo sono uno straordinario insegnamento.
D: Se tu dovessi racchiudere il tuo concetto del football in una frase sarebbe?
R: niente è meglio della frase di Vince Lombardi: " teamwork allows ordinary people to accomplish the extraordinary"
D: Sportivamente parlando la tua maggior soddisfazione?
R: Da giocatore ero troppo pieno di me e del mio "talento" per averne e la squadra lo ha pagato , risultando perdente (ma spettacolare ), per questo non posso che chiedere scusa ai miei vecchi compagni, ma cmq ci siamo divertiti. Da coach la vittoria NWC con i Rhinos da underdog, e l'anno con la giovanile , indimenticabile il camp estivo "pane e football", che ha generato un bel gruppo degli attuali Rhinos. A livello umano invece è stato eccezzionale ho amici ancora dal 85 e ricordi bellissimi, ho avuto compagni eccezionali , alcuni dotati di talento cristallino come C "Batuffolo" Perotti, il Wr Guido Cavallini (uno dei migliori atleti che abbia mai conosciuto ), Zappa , Mascarucci, Cosentina.... e mi perdonino quelli che ho omesso.
Ma la vera svolta nella mia cultura del football è stata la stagione ai Rhinos il coach Chad Griffith si è dimostrato un conoscitore superiore ed uno studioso di football e con l'esperienza di mentalità necessaria... avrei dovuto trovarlo da giocatore !!!
Invece ricordo ancora oggi di essere stato il primo espulso della carriera di arbitro di Giuseppe Rizzello... (mio futuro allenatore ), per comportamento antisportivo !
D: Dai la smetto di romperti le scatole e alla Marzullo ti dico "Caro Oliveto, si faccia una domanda e si dia una risposta."
R: un consiglio per scoprire il football ? Guardarne tanto, pontel ha disposizione dvd del college football ( un poco più umano rispetto all'esasperazione tecnico atletica della NFL )...pane e football !!
D: Ciao e grazie!
R: Di niente, ciao!
Etichette: alessandro oliveto, daemons brugherio, interviste, pythons milano, rhinos milano




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