Interviste: Pietro Marotta
D: Ciao Pietro, e grazie del tempo che mi dedichi per questa intervista.
R: Di niente, grazie a te...
D: Presentati un pò a chi non ti conosce...
R: Mi chiamo Pietro Marotta ho 43 anni Sono il coach dei Daemons Martesana ricopro il ruolo di coordinator
D: Quando hai conosciuto il football americano e come.
R: All’età di 19 anni , 1986 primavera , ero a Bologna a svolgere il servizio militare in quegli anni obbligatorio e durante una libera uscita domenicale. Sono andato a guardarmi una partita Doves Vs Frogs e da li è scattata la scintilla appena mi sono congedato a giugno a settembre ero già ad allenarmi.
D: In quali squadre hai militato?
R: La mia prima squadra è stata i Crociati Monza dopo 2 anni i Black Hawks Cernusco sul naviglio e nel 1995 sono approdato a Rhinos sino al 1998. Dal 99 al 2002 non ho giocato ,poi ho deciso di ricominciare come giocatore nei Daemons allora appena nati e dall’2003 all’ 2009 ho ricoperto il doppio ruolo di giocatore ed allenatore da luglio del 2009 ho deciso di smettere di giocare anche se alle volte vorrei ricominciare.
D: In quale ruolo hai giocato nella tua carriera, qual'è quello che hai sentito più tuo e qual'era il tuo numero di maglia?
R: Ho iniziato come fullback il mio numero era il 44 ma subito dopo mi cambiarono ruolo e iniziai la mia lunga carriera da LB prima Olb poi Mlb con inizialmente a Black Hawks con il numero 58 poi ai Rhinos con il 55 e anche nei Daemons ,ora indossata da uno della mia famiglia ,Mio nipote Alessandro 20 anni.
D: Il football rispetto agli anni d'oro è indubbiamente cambiato, secondo te quale può essere una soluzione per riportarlo ai fasti di un tempo?
R: Ma molta visibilità da parte dei media e farsi vedere nelle scuole in tutte le lezioni di ginnastica ,insomma lavorare molto con i settori giovanili è fondamentale.
D: La presenza di giocatori di scuola americana (intesa come statunitensi, messicani e canadesi) può essere di aiuto a far crescere il livello del football o secondo te è meglio per le squadre dotarsi di allenatori di scuola americana?
R: Io investirei i miei soldi in un buon insegnante di scuola Americana , ma per lo spettacolo non mi dispiace la formula IFL con 3 giocatori Americani.
D: Lo sport sicuramente aiuta i ragazzi a maturare e crescere, cosa può insegnare per la vita di tutti i giorni il football?
R: Sicuramente migliora a vivere,come ad esempio nessuno si arrende o si demoralizza ,a nessun ostacolo che ti si pone davanti.
D: Se tu dovessi racchiudere il tuo concetto del football in una frase sarebbe?
R: Stai Basso e spingi e banale ma per me esprime molto il concetto del football.
D: Sportivamente parlando la tua maggior soddisfazione?
R: Essere riuscito ad avvicinare a questo sport tanti ragazzi giovani che mi danno tante soddisfazioni, e la vittoria del Silverbowl 1993 con i Black Hawks.
D: Dai la smetto di romperti le scatole e alla Marzullo ti dico "Caro Marotta, si facca una domanda e si dia una risposta."
R: hai ancora voglia di correre dietro una palla ovale ?Si ma mia moglie non vuole .Hahahahahaha
D: Ciao e grazie!
R: Grazie a te...
Etichette: Black Hawks cernusco sul naviglio, Crociati Monza, daemons brugherio, interviste, pietro marotta, rhinos milano




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