Interviste: Roberto Donatelli
D: Ciao Roberto, e grazie del tempo che mi dedichi per questa intervista.
R: Di niente...
D: Presentati un pò a chi non ti conosce...
R: Sono uno che dice sempre in faccia quello che pensa. Che sicuramente sbaglia ma che sa chiedere scusa e riconosce i propri errori. Forse un po’ troppo impulsivo in certe occasioni e non troppo deciso in altre. Comunque schietto.
D: Quando hai conosciuto il football americano e come.
R: Agli inizi degli anni ’80 grazie alle partite del campionato NFL trasmesse in TV. Il primo superbowl visto è stato tra Bengals e SF 49ers nell’82 con un gruppo di amici.
D: In quali squadre hai militato?
R: Lancieri Novara
D: In quale ruolo hai giocato nella tua carriera, qual'è quello che hai sentito più tuo e qual'era il tuo numero di maglia?
R: Ho giocato solo come Fullback con la maglia # 47
D: Il football rispetto agli anni d'oro è indubbiamente cambiato, secondo te quale può essere una soluzione per riportarlo ai fasti di un tempo?
R: Prima di tutto unire tutti i team in un’unica federazione. Possibilmente giocare tutti i campionati ad 11. Sicuramente dividere i campionati in gironi quanto più possibile regionali. Riaprire agli stranieri in tutte le categorie per far crescere il livello dei giovani. Mettere dei limiti di età e consentire la nazionale solo agli U30. Sensibilizzare di più le televisioni.
D: Domanda da un milione di dollari, americani sì o americani no? E motivala...
R: Ho già praticamente risposto con la domanda precedente. Gli stranieri servono per far crescere il livello dei campionati, quindi renderli più spettacolari ed appetibili ai media, e per insegnare ai giovani. Inoltre potrebbero essere un ottimo incentivo per i ragazzini che si vogliono avvicinare a questo sport. Ovviamente la scelta dovrà ricadere su atleti seri e disponibili a far crescere il nostro movimento.
D: Lo sport sicuramente aiuta i ragazzi a maturare e crescere, cosa può insegnare per la vita di tutti i giorni il football?
R: La disciplina, il senso di appartenenza ad un gruppo. Insegna ad aiutare il proprio compagno di squadra ed essere sicuro di ricevere lo stesso aiuto dagli altri. A lavorare in gruppo per un unico obbiettivo, il bene del team
D: Se tu dovessi racchiudere il tuo concetto del football in una frase sarebbe?
R: Uno sport per PERSONE VERE
D: Sportivamente parlando la tua maggior soddisfazione?
R: Sicuramente la promozione dall’A2 alla A1 nel campionato del 1988
D: Dai la smetto di romperti le scatole e alla Marzullo ti dico "Caro Donatelli, si faccia una domanda e si dia una risposta."
R: Cosa ti auspichi per il futuro dei Lancieri?Un centro sportivo tutto nostro dove poter disputare far giocare le nostre squadre U21, U17 e flag football U15
D: Ciao e grazie!
R: Grazie a te.
Etichette: interviste, lancieri novara, roberto donatelli




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