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sabato 19 giugno 2010

AIGFA: Seconco Clinic Arbitrale per Giocatori - Pescara

Pubblicato da Luca Chirico alle ore: 12:30, quest' articolo ha: 0 commenti.

Altro importante riconoscimento al football americano pescarese: AIGFA (Associazione Italiana Giocatori Football Americano) e AIAFA (Associazione Italiana Arbitri Football Americano), con la collaborazione dei CRABS PESCARA ,

società ospitante, organizzano il Secondo Seminario Arbitrale dedicato ai giocatori , che si terrà il 20 Giugno 2010 a Pescara, dalle ore 10.00 alle 16.00, presso l'Hotel Duca D'Aosta, in Piazza Duca D'Aosta n°4.
Questo è il secondo seminario che verrà svolto, in Italia, dedicato interamente ai giocatori!

Il Seminario , è completamente gratuito , ed è aperto a tutti i giocatori interessati, soprattutto per coloro che risiedono in Abruzzo, Lazio, Marche e Puglia.
Si prega di comunicare la propria presenza alle mail: segreteria@assogiocatori.it entro e non oltre il 18 Giugno.

L'iniziativa è il frutto dell'accordo raggiunto tra Aigfa e Aiafa per promuovere l'organizzazione di seminari ed altre attività didattiche e comunicative, su tutto il territorio nazionale, nell'ambito di un progetto a lungo termine per la realizzazione di un nuovo modello di comunicazione fra la componente arbitrale, società e giocatori di football americano.

Gli obiettivi principali di questo progetto sono:
  • far condividere la cultura della sportività e l'applicazione delle regole di gioco e comportamentali
  • far crescere la conoscenza delle regole in modo da ottenere una sensibile diminuzione dei falli e delle conseguenti penalità
  • fornire le conoscenze necessarie a coloro che volessero svolgere l'attività arbitrale.
Il seminario è mirato alla didattica per il giocatore. Per chi volesse sarà possibile partecipare ad un test finale che abiliterà, tutti coloro che risulteranno idonei, a poter iniziare a praticare l'attività di arbitro affianco ad arbitri esperti che faranno
da tutoring.

Ulteriori informazioni sui siti:

www.pescaracrabs.it

www.assogiocatori.it

Ufficio Stampa Crabs Pescara


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Interviste: Massimo Foglio

Pubblicato da Luca Chirico alle ore: 09:00, quest' articolo ha: 0 commenti.

D: Ciao Massimo, e grazie del tempo che mi dedichi per questa intervista.
R: Grazie a te per avermi "prescelto" per l'intervista.

D: Presentati un pò a chi non ti conosce...
R: 46 anni e mezzo, professione pigiatasti in un'azienda assicurativa, sposato, un figlio di otto anni, due grandi passioni sportive: il Toro ed il Football Americano.

D: Quando hai conosciuto il football americano e come.
R: Ho conosciuto il football nel 1980. Parlando con un amico del film "Il Paradiso può attendere", questi mi disse che conosceva qualcuno che stava mettendo su una squadra di football americano. Perchè non provare? Iniziò così un'avventura che prosegue ancora oggi, tra alti e bassi, ma sempre con la medesima passione di allora.

D: In quali squadre hai militato?
R: Da giocatore ho militato nei Tori Torino della LIF e poi nei Tauri Torino, che ne furono la naturale prosecuzione una volta passati in AIFA. Smessi i panni del giocatore, ho girovagato un po' in diverse vesti (addetto statistiche, dirigente, allenatore): Starfighters Ciriè, Giaguari Torino, Mastini Ivrea, Warriors Torino, Raptors Canavese, senza dimenticare due "toccata e fuga", una con i tuoi Lancieri per poco più di un paio di mesi, ed una nei Frogs Legnano in qualità di addetto statistiche supplementare. Inoltre, dal 1984 ho ricoperto ruoli più o meno importanti nelle Associazioni/Federazioni che si sono succedute nel tempo nella gestione del football italiano.

D: In quale ruolo hai giocato nella tua carriera, qual'è quello che hai sentito più tuo e qual'era il tuo numero di maglia?
R: Inizialmente ho giocato Wide Receiver, poi mi sono convertito a kickoff returner ed halfback. Quest'ultimo è il ruolo in cui mi sono riconosciuto maggiormente e che mi ha anche assegnato il numero di maglia definitivo: il 41.

D: Il football rispetto agli anni d'oro è indubbiamente cambiato, secondo te quale può essere una soluzione per riportarlo ai fasti di un tempo?
R: Dirò una banalità, ma per riportare il football ai fasti di un tempo bisognerebbe ricreare quel tempo, il che è impossibile. Il grande successo degli anni '80 ha alla base una serie di elementi che hanno creato il cocktail magico. Sintetizzando molto, si trattò dello sport giusto, nel momento giusto, guidato ed interpretato dalle persone giuste. Dagli anni 90 in poi è sempre mancata una di queste tre componenti, per poter ricreare il successo di allora.

D: La presenza di giocatori di scuola americana (intesa come statunitensi, messicani e canadesi) può essere di aiuto a far crescere il livello del football o secondo te e meglio per le squadre dotarsi di allenatori di scuola americana?
R: Indubbiamente dotarsi di allenatori americani dovrebbe essere la prima preoccupazione di ogni squadra. Un allenatore americano garantisce la crescita sia dei giocatori che degli assistenti allenatori, e ti dirò che l'allenatore americano dovrebbe servire più per le giovanili che per la prima squadra, in un programma di sviluppo ideale. Per quanto riguarda invece i giocatori, non sono così convinto dell'equazione secondo cui guardando quelli bravi giocare al posto mio io divento automaticamente più bravo. Se parliamo di crescita tecnica, credo che un allenatore possa fare molto di più rispetto ad un giocatore.

D: Lo sport sicuramente aiuta i ragazzi a maturare e crescere, cosa può insegnare per la vita di tutti i giorni il football?
R: Il football ti insegna che devi sempre dare il meglio di te stesso, in ogni occasione, e devi sempre eseguire il tuo compito, per non vanificare il lavoro degli altri dieci compagni di squadra. Secondo me il football aiuta a rafforzare la caparbietà, a credere nei propri mezzi e a non darsi mai per vinti.

D: Se tu dovessi racchiudere il tuo concetto del football in una frase sarebbe?
R: Il football non è uno sport, ma uno stile di vita.

D: Sportivamente parlando la tua maggior soddisfazione?
R: Aver messo a segno il primo touchdown della storia dei Tauri.

D: Dai, la smetto di romperti le scatole e alla Marzullo ti dico "Caro Foglio, si faccia una domanda e si dia una risposta."
R: Noooooo... Marzullo no, ti prego!!!

D: Ciao e grazie!
R: Grazie a te!!! Ciao.


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