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martedì 6 luglio 2010

Foursquare, un pò gioco, un pò social, un pò locoalizzatore, molto utile!

Pubblicato da Luca Chirico alle ore: 12:47, quest' articolo ha: 1 commenti.

Foursquare o 4square o 4SQ, scrivetelo un pò come vi pare...

Ma cos'è? Un social network? Sì, ma non solo... Un gioco? Anche ma non solo... Un localizzatore? Non proprio ma in un certo senso sì...

Di sicuro è utile!


Avevo già deciso di scrivere questo articolo quando ho letto quello di Elena che mi trova molto d'accordo con lei su tutto quello che riguarda il discorso sulla privacy.

Ma vediamo di capire meglio cos'è, come usarlo e che utilità possa avere...

Intanto partiamo dicendo cosa serve per usarlo. Un telefonino che si possa collegare online, non serve per forza una I-Phone od un telefonino Android, basta un qualsiasi telefonino che possa navigare su internet.


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Daemons miglior società Lenaf 2010

Pubblicato da Luca Chirico alle ore: 12:10, quest' articolo ha: 0 commenti.

In occasione dell'italian Superbowl giocato a Padova sabato 3 Luglio e vinto dai Barbari Roma Nord contro i Guelfi Firenze per 14-12 dopo un finale al cardiopalma, la Lenaf ha premiato i Daemons come miglior società 2010 a coronamento di una stagione che ha regalato grosse soddisfazioni ai ragazzi del presidente Planca.

Grande soddisfazione per Pietro Marotta che ha ritirato il premio ma grande merito a tutta la società che si è dimostrata una vera squadra quest'anno. Grazie a tutti, dirigenti, giocatori allenatori e accompagnatori per il lavoro svolto: al di là del premio, la soddisfazione è grande soprattutto per il riconoscimento di quell'impegno che ha permesso risultati abbondantemente oltre le aspettative di inizio stagione.

Un ringraziamento particolare è sicuramente da dedicare a coach Ferracuti che in settimana è rientrato a casa, dopo la lunga ed estenuante permanenza martesana.
Grazie Levio!

Ufficio stampa Daemons Martesana


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Interviste: Fabio Armano

Pubblicato da Luca Chirico alle ore: 09:00, quest' articolo ha: 0 commenti.

D: Ciao Fabio, e grazie del tempo che mi dedichi per questa intervista.
R: Ciao Luca, figurati...

D: Presentati un po’ per chi non ti conosce
R: Mi chiamo Fabio Armano ma mi conoscono meglio come “Attila” nel mondo del football nostrano, ho 45 anni compiuti a gennaio e ho deciso per un sofferto ma saggio ritiro proprio in questa stagione 2010 . Vivo ad Alessandria dove lavoro presso una multinazionale americana come tecnico elettricista ed attualmente sono impegnato nella posizione di head coach dei Centurions Alessandria che stanno giocando nel campionato di Arena football. La frequentazione di diversi forum dedicati al nostro sport nonché la pubblicazione di molti miei video inerenti al football giocato, hanno fatto si che negli ultimi anni si allargasse e di molto la cerchia delle persone che mi conoscono.
Attualmente collaboro anche con un progetto FIDAF come commentatore in un programma televisivo web dedicato alla IFL che spero si realizzi nella sua completezza…e questa è una anteprima assoluta.

D: Quando hai conosciuto il football americano e come?
R: Nel lontano 1984, diciannovenne, rientravo in Italia dopo una permanenza in Algeria di 3 anni dovuta al lavoro di mio padre. Arrivati nella sua città natale Alessandria, dove avremmo vissuto, mi ritrovai ben presto con la necessità di farmi nuovi amici, e piuttosto annoiato. Su Canale 5 all’epoca, davano in chiaro partite NFL almeno 2 o 3 volte a settimana ed in fasce orarie di tutto rispetto, in prima serata. Fu amore a prima vista. Seguendole da perfetto profano, in poche settimane compresi regole, spirito, filosofie, e non saltavo una sola trasmissione ascoltando Guido Baratta o Dan Peterson, poi una mattina girando in città la svolta: su un muro c’era un manifesto molto spartano e diceva che nel weekend passato c’era stata la partita di football americano Saint George’s Knighta Alessandria Steel Man Legnano !!! Dunque c’era una squadra. La ricerca partì immediata e dopo una settimana , mi ritrovai all’improvviso dal nulla con 42 nuovi amici, e ritengo di poter dire che la mia vita prese una direzione ben precisa.

D: In quali squadre hai militato?
R: Tredici stagioni filate ad Alessandria tra Saint George’s Knights ed i riformati Knights, fino al 1996, poi dopo anni di stop nel 2001 si formano i Centurions Alessandria. All’inizio è solo collaborazione ma presto ne vengono fuori altre 3 stagioni da giocatore fino al 2004. A quel punto un pensiero che non escludo potesse apparire presuntuoso. Seguendo le orme di alcuni alessandrini migrati, decido che la stagione 2005 sarà l’ultima della mia carriera, ma che vorrei giocarla in un team di massima serie e dall’aspetto molto “professionale”. Mi alleno come un pazzo tutta fine 2004 estate compresa e nella primavera 2005, vengo tesserato dai Giants Bolzano. Doveva essere l’ultimo anno, ma ne sono arrivati altri 4 fino al 2009 quando è arrivato anche quello che tutti sapete. (vittoria al Superbowl)

D: In quale ruolo hai giocato nella tua carriera, quale è quello che hai sentito più tuo e qual’era il tuo numero di maglia.
R: Per tutto il tempo impiegato a giocare ad Alessandria il mio ruolo “naturale” è stato quello di Guardia sinistra e giocavo con il 68 (da qui “Attila 68”) .Ma arrivato a Bolzano , Tisma mi comunicò quasi subito dopo appena 3 allenamenti, che intendeva impiegarmi da Centro. Panico ! Snap ? Shotgun ? Responsabilità di gestire la palla prima di ogni azione ? Eppure, le preoccupazioni lasciarono presto il posto a quella bella sensazione che ha ogni Centro quando arriva sulla linea di scrimmage, proprio li nel mezzo, ad osservare lo schieramento difensivo da quella specie di posizione privilegiata, e la consapevolezza che tra un attimo tutto partirà da quel tuo gesto . Nonostante abbia giocato Center solo nelle ultime 5 stagioni della mia storia, lo sento senza ombra di dubbio come il ruolo che mi ha dato maggiori soddisfazioni e piaceri sportivi.

D: Il football rispetto agli anni d’oro è indubbiamente cambiato, secondo te quale può essere la soluzione per riportarlo ai fasti di un tempo?
R: Problema annoso, al di la del fatto che oggi come oggi si stia formando anche una scuola di pensiero secondo la quale “quegli anni” non è che fossero così dorati….però io so che noi “provincialotti” ogni sabato andavamo a vedere i Frogs in uno stadio pieno, so che nascevano squadre anche negli orti delle case a momenti e che al Superbowl di Padova c’erano più di 15.000 persone, cifre da utopia oggi.
Io ho un’idea personale in proposito. Nel nostro paese, fai vedere qualcosa in TV, e ti diventa subito appetibile, fosse anche la lotta tra le cozze, o il lancio dell’ombrello. Questo spiega come mai oggi ci siano orde di fanatici del poker , o come mai si sia riuscito a far diventare diffuso anche il beach volley.
Negli anni 83, 84, 85, credo si sia raggiunta la punta massima di diffusione televisiva/giornalistica del football americano in Italia. Ricordo almeno 3 trasmissioni televisive tra le quali una “made in Italy” sui campionati italiani su Rai 3, ed almeno 4 o 5 giornali dedicati e fatti anche bene !! Guarda caso , contemporaneamente arrivò anche la punta massima di praticanti…guarda caso io, perfetto profano, assolutamente per conto mio, mi avvicinai a questo sport. E guarda caso con il calo della diffusione mediatica ha coinciso il calo dei praticanti ed appassionati. Oggi forse si stà riprovando a muovere dei passi importanti, e giudico molto bene la trasmissione televisiva voluta da FIDAF che va su Rai 3 e Sportitalia. Vedremo se questo e altri sforzi sicuramente necessari, porteranno ad una rinascita.

D: La presenza di giocatori di scuola americana (intesa come statunitensi, messicani e canadesi ) può essere di aiuto per far crescere il livello del football o secondo te è meglio per le squadre dotarsi di allenatori di scuola americana.
R: Personalmente ritengo che l’ideale sia averli entrambi, voglio dire l’atleta in campo che mostra esecuzioni ed inspira i compagni italiani a livello di tecnica, dedizione, esperienza, ed un coach in sideline pronto ad offrire a quei ragazzi i migliori strumenti possibili per cercare nei limiti logici di ridurre il più possibile il gap tecnico tra i suoi giocatori italiani e quei giocatori americani.
Io ho l’esempio di una incarnazione vivente del sacrificio e dedizione in allenamento, Reggie Greene. Vedere allenarsi Greene in forma e sano, può lasciare basiti. Eppure io ho visto con i miei occhi questo fuoriclasse spiegare le cose tanto ai compagni di prima squadra quanto ai ragazzini delle giovanili Giants, e che mi si creda o no, ho visto quei ragazzini e compagni iniziare a muoversi ed ad eseguire nettamente meglio in poche settimane.. Per onestà, voglio dire che se da domani si emanasse una regola che obbliga il movimento a scegliere o giocatori USA, o Allenatori USA, ritengo che la scelta più oculata a quel punto ricadrebbe sugli allenatori USA, se non altro per impedire campionati viziati solo dalle disponibilità dei portafogli delle singole squadre, ed obbligare a quel punto tutti a lavorare sugli italiani da formare. Detto ciò, a me la attuale situazione non dispiace e la ritengo la più equilibrata dell’ultimo decennio. Americani SOLO in IFL. No oriundi con cui infarcire un team che di italiano avrebbe allora poco, 3 giocatori USA massimo a squadra, 3 spot disponibili per eventuali cambi, allenatori USA permessi . Questo per me, è un sistema equilibrato, e a dimostrarlo ci sono gli ultimi 3 campionati IFL che non sono più già scritti e decisi al momento dell’uscita del calendario.

D: Lo sport sicuramente aiuta i ragazzi a maturare e crescere, cosa può insegnare per la vita di tutti i giorni il football.
R: Può insegnare senza ombra di dubbio molto. Io ravviso già differenze di mentalità tra i miei giocatori, o quelli delle giovanili Giants, e praticanti di altre discipline che incontro occasionalmente. Il football è l’unico sport nel quale ci sono determinati ruoli e posizioni nei quali sai sin dall’inizio che in tutta la tua vita non segnerai mai un punto e se mai , lavorerai sempre e solo per permettere ad altri di segnarne. Conosco ragazzini viziati che alla sola idea sono fuggiti schifati, ma so che quelli che sono rimasti conoscono il significato di sacrificio, coesione, lavoro di squadra.
Ps: quando da Center, mi ritrovo a parlare con qualcuno che penso possa o voglia giocare Center gli dico :“Ricordati, parleranno di te solo ed esclusivamente in un’unica e ben precisa occasione . Quando sbaglierai !”
Ritengo sia un buon test attitudinale.

D: Se tu dovessi racchiudere il tuo concetto del football in una frase sarebbe ?
R: Il football è l’unica condizione della nostra vita nella quale puoi per 2 ore lasciare fuori lavoro, preoccupazioni, problemi ed ansie, e sentirti protetto da un esercito, quello di cui fai parte e nel quale stai per fare la tua parte, per poter ancora una volta sentire che appartieni ad un clan, un branco che respira combatte o soffre con te. E se sei dentro a questa cosa, e la senti per come va sentita, hai già vinto, a prescindere da quello che alla fine, ci sarà scritto sul tabellone.

D:Sportivamente parlando la tua maggiore soddisfazione ?
R: Ti rispondo con la frase che scorre chiudendo il mio year film Giants 2009, precedendo i titoli di coda con i ringraziamenti a tutto lo staff:“Ho giocato nei Giants Bolzano per 5 stagioni, dal 2005 al 2009, e sono stati 5 anni di sacrifici, ma la sera del 27 giugno 2009 , ogni cosa, ogni singolo frammento di questo grande mosaico, ha trovato la giusta collocazione ed ha reso tutto semplicemente perfetto. Ringrazio di cuore le persone che hanno reso possibile tutto questo.”
Un sogno inseguito per 25 anni, 220 partite giocate in carriera, e lui arriva proprio nell’ultima. Sembra il soggetto di un film.
E' comunque, un momento indimenticabile.

D: Dai la smetto di romperti le scatole e alla Marzullo ti dico “Caro Armano, si faccia una domanda e si dia una risposta”
R: Fabio, sono stati anni ed anni di allenamenti nella nebbia, docce semifredde, botte, viaggi, fatica, lacrime, gioie , ed anche un paio di giri del mondo in Km. Potevi continuare col tennis nel quale andavi anche bene, e magari oggi saresti un altro. Rifaresti da capo tutto quello che hai fatto, a partire dall’andarti a cercare la squadra alessandrina quel mattino dopo aver letto il manifesto ???
Si rifarei tutto , ogni singolo passo, senza variare nulla nemmeno di una virgola, per paura di cambiare il finale.

D: Ciao e grazie!
R: Grazie a te e a tutti voi. Fabio Armano “Attila 68”


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