Interviste: Valerio Bozzarini spiega la chiusura di AIGFA
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Luca Chirico alle ore:
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A.I.G.F.A. chiude, Valerio Bozzarini prova a spiegarci i motivi
Non sono mai stato un tesserato dell'Assogiocatori ( AIGFA - Associazione Italiana Giocatori Football Americano), e non farò l'ipocrita a stralciarmi le vesti per la sua chiusura.
Riconosco a Valerio Bozzarini ed a tutti coloro che hanno partecipato attivamente al progetto di aver lavorato sodo.
Perchè quindi questo pezzo? Semplice, come dicevo AIGFA chiude, fondamentalmente per mancanza di candidati al consiglio direttivo. Tutto questo non senza polemiche...
Il 06/12/2011 Valerio ancora Presidente dell'associazione apre un tread sul forum di Endzone dove espone la situazione (mancanza di candidature) e chiede a chi interessato di farsi avanti, nessuno raccoglie l'appello ed in data 01/12/2012 annuncia la chiusura della stessa.
Il motivo che mi spinge a scrivere questo è quello che ne deriva nei giorni seguenti sul forum...
Senza troppi giri di parole si cerca di far passare il concetto (e qui rendo atto a Valerio che ne è stato fuori dalla discussione) che la colpa della chiusura di AIGFA sia solo dei giocatori.
Eh no troppo semplice, scusate ma non è proprio così...non mi piace la piega che sta prendendo la cosa, apro la chat di Facebook e contatto Valerio...
Allora Valerio AIGFA chiude, sai che la cosa non mi stupisce? Il problema di fondo secondo te quel'è stato?
I problemi possono essere stati molteplici, uno e tanti, un problema di fondo non c'è, ci sono concause date da azioni. Quindi credo che bisognerbbe approfondire in maniera dettagliata. Generalizzare non mi è mai piaciuto.
L'articolo continua subito sotto!
Ok approfondiamo...Fammi essere polemico però...AIGFA ha fatto tutto il possibile per farsi comprendere ed apprezzare?
Nella misura delle sue risorse umane ed ecomoniche direi proprio di si. C'è stato un impegno fuori dal comune dove sono state battute tutte le strade possibili, tranne alcune, proprio perchè quelle alcune, magari efficaci, andavano oltre le risorse economiche disponibili. Credo che AIGFA non solo sia stata compresa benissimo ma anche apprezzata. Dipende ovviamente come. Se il metro di misura sono gli associati e il loro numero, bè come dicevo prima è fatto tutto economico, se il metro di misura sono le azioni sindacali, e tutte le attività è stato, in questo dato momento del movimento, un discreto successo. Se il metro è quello della rappresentanza, siamo arrivati a rappresentare con i Delegati, qualche mese fa, il 10% dei giocatori FIDAF. Ve la ricordate la famosa petizione? Coinvolte almeno 15 società, almeno 700 800 giocatori hanno firmato la petizione sul limite di età.
La stessa petizione firmata favorevolmente dai due rappresentanti dei giocatori?
Iaccarino non firmò, Simonetti si.
Scusa ma non ti sembra strano che un rappresentante dei giocatori vada contro gli stessi giocatori?
Come AIGFA cosa avete fatto nei suoi confronti?
Non è essere contro i giocatori, la questione era ben più delicata e ben più diversa dalla domanda posta.
Pensare che un giocatore a livello agonistico debba avere un limite ad una certa età è plausibile, come succede in altre federazioni e come sia logico. Nello stesso direttivo AIGFA avevamo tutti idee diverse a riguardo, io stesso ero per i 35 anni come limite. Ma la regola era scritta in maniera tale che nessuno dopo l'età consentita potesse giocare. E' completamente diverso. Il fatto che non abbia firmato la petizione, per quello che mi riguarda, l'ho semplicemente vista come un idea della persona sulla questione che ha approfondito poco la materia ma che di certo non è contro i giocatori.
Insomma non mi trova d'accordo l'idea che un rappresentante dei giocatori voti di testa sua senza seguire la volontà dei suoi rappresentati, ma la politica ci ha mostrato di peggio...
AIGFA chiude domani, il giorno dopo scatta un regno di terrore oppure si proseguirà normalmente?
Non finirà il football, ci mancherebbe, ma la chiusura di AIGFA è una grande perdita. I giocatori non avranno più un punto di riferimento valido, non avranno più un ente che non solo ha acquisito credito negli anni ritagliandosi una fetta molto importante nel panorama federale, perderanno anche qualcuno che poteva fare le pulci ai loro dirigenti. Molti giocatori credono a tutti ciò che gli viene detto senza informarsi, leggere, capire. Si fidano. Sono stato anche un Presidente anomalo, perchè ho dovuto difendere, in alcuni casi, società da giocatori bugiardi che miravano alla disgregazione. Tutti gli addetti ai lavori lo sanno, i rapporti fra giocatori e dirigenti in alcuni momenti della stagione sono guerre interminabili, una trincea aperta . E chi rimane invischiato, ci rimane per anni. Perchè alcune volte, determinati atteggiamenti di entrambe le categorie, portano a conseguenze e azioni sbagliate lontane nel tempo.
Valerio AIGFA avrebbe potuto continuare? Se sì la colpa della sua fine è dei giocatori o di come sostengo io di AIGFA stessa che non ha saputo motivare neanche i suoi consiglieri ed iscritti a proseguire?
AIGFA era troppo avanti per l'attuale situazione. Il livello culturale dei giocatori non è progredito molto a riguardo la rappresentanza. Non ne sentono la necessità se non quando si sentono toccati nel vivo. Ignorano il proprio ambiente. Il direttivo ha fallito dal punto di vista di associamenti. Come dicevo prima, andare sui campi servono soldi, servono persone che si sbattano per farlo, servono gazebi alle partite, m quando un associaizone si nutre solamente delle quote che non tutti pagavano e di donazioni, mai arrivate, diventa difficile se non impossibile. AIGFA dal punto di vista economico non era appetibile per nessuno, perchè non ci ricavavi nulla. Allora l'unico viatico è internet, facebook, i forum, le mail federali, il mensile , la valorizzazione tramite Camp e Trofei, convenzioni mediche, convenzioni di attrezzature. Abbiamo raggiunto credo l'80% dei giocatori in molte maniere. Se proprio vogliamo dare delle colpe dobbiamo andare per livelli. Dopo il direttivo, gli associati. Perchè ti sei associato? Per solidarietà o perchè ci credevi? Era troppo impegnativo partecipare all'attività sociale? Volevi buttare 10 euro? Pensavi fosse facile? Poi i Delegati di squadra eletti che si sono mossi solo quando veramente i giocatori sono stati colpiti nel vivo, ovvero il giocare. Dopo loro ovviamente i giocatori in ottima parte, perchè quando offri dei servizi alle volte anche gratuitamente o addirittura delle convenzioni con anche il 20% di sconto e non recepisci, allora capisci che non è solo disinteresse. Come dicevo vi sono cause e con cause.
Un esempio su tutti per dare il reale metro di misura del nostro movimento è stato il Fondo AIGFA per i giocatori che potevano rischiare di rimanere paralizzati, tetraplegici. Una cosa innovativa nel nostro sport nella quale i dirigenti e gli allenatori dovevano fare a gara a chi versava di più affinchè un domani un giocatore , rischiando l'osso del collo e rimanendo tetraplegico possa continuare a vivere in maniera normale. Nel rugby lo fanno, I nostri cugini dell'AIR gestiscono il Fondo Solidarietà per i giocatori, un conto federale con centinaia e migliaia di euro e rimborsano giocatori che hanno subìto infortuni gravi. In un anno abbiamo ricevuto 100 euro da un giocatore come donazione, tale M.Nones, le quali 100 euro gli verranno restituite alla chiusura del conto. Quest è un esempio che fa capire che il 70% del movimento è assolutamente amatoriale e non agonistico.
Insomma a sentire Valerio AIGFA chiude per una concomitanza di fattori tra direttivo, associati , delegati ed in fine i giocatori...sì ecco diciamo che questa mi sembra un'analisi molto corretta e sicuramente più veritiera che quella che si cercava di far passare nella discussione sul forum che ad inizio articolo ho linkato.
E tu cosa ne pensi? Eri un associato AIGFA?
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Pubblicato da
Luca Chirico alle ore:
10:28 di lunedì 16 gennaio 2012
Etichette: aigfa, interviste, valerio bozzarini












1 Response to Interviste: Valerio Bozzarini spiega la chiusura di AIGFA
Ero un associato, ma soprattutto un sostenitore della politica di sviluppo del direttivo e dell'attenzione all'individuo. Ho cercato di sensibilizzare i giocatori soprattutto sulla salute, pensando che a volte l'organizzazione AIGFA fosse solo deficitaria, ma ho presto capito che alla gente del nostro sport non interessa nulla che non sia il gioco, le divise, le magliette e i cappellini... salvo poi preoccuparsi quando s'infortunano.
Ho cerato con AIGFA di creare lo sviluppo del settore "over 35" ma quando ho contattato le squadre e la federazione ho ricevuto il benservito perchè "non appetibile".
Sono davvero rammaricato che AIGFA smetta di esistere e spero in un prossimo cambiamento culturale dei giocatori che smetta di far pensare prima a cappellini, televisione e cheerleaders (verso cui i presidenti spendono sempre volentieri risorse) e mettano in risalto i giocatori (magari smettendo di far pagare quote dove le associazioni sono solo formali).
Marco Garrone
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